Insegnare le regole nell’autismo

 

Quello che chiediamo deve avere "senso" e avere "valore".


La maggior parte dei bambini neurotipici impara a seguire la guida degli adulti, fa come si insegna loro e impara a seguire le regole e le aspettative degli adulti; anche se i bambini non capiscono o sono d'accordo. Purtroppo, questo è ciò che pensiamo possa avvenire anche con i bambini nello spettro autistico. Abbiamo le stesse aspettative e utilizziamo le stesse tecniche di insegnamento perché crediamo che funzionino come con gli altri bambini. "Tu lo fai perché te lo dico io." Ora, questo non significa che noi trascuriamo di insegnare loro o non lavoriamo con questi bambini o non cerchiamo di spiegare le motivazioni di ciò che ci aspettiamo, di ciò che permettiamo loro o non permettiamo. Purtroppo però non sempre i bambini con autismo imparano dall’ambiente o per imitazione e fanno quello che viene loro richiesto, (anche se una gran parte risponde a questo stile di apprendimento: lo Spettro Autistico si definisce così proprio perché nell’autismo la gamma di “colori”, di modi di essere, è infinita).


In genere però dove i genitori, gli insegnanti e i professionisti trovano difficoltà è proprio nelle loro aspettative perché si illudono che anche i bambini dello spettro rispondano allo stesso modo. Nella mia esperienza, per i bambini con Asperger (e per molti altri nello spettro), le regole devono avere senso! Devono applicarsi alla logica del bambino; altrimenti, sono ritenute stupide e i bambini autistici non ritengono di doverle seguire. È inutile proporre loro un'istruzione o una regola e aspettarsi che la seguiranno soltanto perché gliel’abbiamo proposta. O non la seguiranno o si opporranno! Questo comportamento è interpretato dagli adulti come irrispettoso e oppositivo. Dal punto di vista del bambino autistico, la percezione è diversa, non si tratta di essere maleducato o irrispettoso, ma egli si pone la domanda: "Perché mai dovrei seguire una regola che non ha senso?" Dobbiamo capire che, per molti di questi bambini, il mondo è privo di senso, spesso confuso e travolgente, con una molteplicità di regole scritte o implicite, regole vaghe e aspettative assurde. E questo li fa impazzire, fa scattare quelle crisi che vengono definite “meltdown”.


Le regole forniscono una struttura e danno prevedibilità al mondo ma hanno bisogno di avere senso ed essere giuste/ingiuste (questo è tutto un altro argomento.) Se non hanno senso per loro e non appaiono giuste, il fatto di doverle seguire ciecamente crea loro troppa incertezza e ansia. Se sono costretti a rispettarle, si possono trovare nel panico. Da qui le crisi comportamentali che definiamo meltdown.  

Quindi, quando si forniscono regole e si declinano aspettative, il consiglio è anzitutto di dare tempo al bambino di rielaborare mentalmente le indicazioni proposte, di consentirgli di prendersi il tempo per riuscire a comprendere in modo molto chiaro e concreto il significato e il senso delle richieste formulando quelle richieste con una logica strettissima.  La logica nel linguaggio con cui si formulano le richieste deve avere senso inequivocabile per loro e deve poter costituire la guida per poi applicare costantemente quelle regole.

Bisogna anche osservare che, per molti bambini nello spettro e soprattutto per quelli con Asperger, esiste una difficoltà importante nel riuscire a partecipare ad attività che non hanno alcun valore (per loro). Ad esempio, anche i bambini neurotipici si lamentano se non comprendono quale scopo o significato possano avere  per loro molte imposizioni dell'educazione. Ci aspettiamo troppo spesso che i bambini imparino cose anche se all’inizio possono non avere alcun significato per loro. La maggior parte dei bambini neurotipici comunque le esegue perché sa che si tratta di aspettative degli adulti, aspettative che non vogliono deludere. I bambini con Asperger e autismo (anche ADHD), trovano quasi impossibile partecipare a compiti che non hanno assolutamente alcun valore per loro. Bisogna comunque tenere presente che questa incapacità di osservare cose senza senso non è una "scelta" ma è il modo in cui il cervello è connesso. Il cervello non può tenere l'attenzione a lungo se l'attività non ha valore.


Ogni nuovo apprendimento ha bisogno di avere "senso" e avere "valore". È fondamentale perciò che il bambino sappia perché  dovrebbe applicarsi ad un nuovo apprendimento e che valore ha quel determinato apprendimento. È perciò fondamentale costruire sequenze ordinate, step by step, da concatenare.  OGNI nuovo mini-apprendimento dovrebbe sempre essere associato all'apprendimento precedente. Soltanto concatenando gli apprendimenti ogni nuovo apprendimento acquista senso. Il bambino può continuamente mettere in discussione "il perché" e rilevare di ogni step: "questo è sciocco" se non ha senso per lui. Ancora una volta, occorre ribadire che questa modalità di reagire non è opposizione ma è esattamente il modo in cui funziona il loro cervello. L'incertezza crea forte ansia e blocca le connessioni. Una volta che il bambino capisce "come" e "perché", allora diventa logica per loro, può associare a ciò che già sa e mantenere ogni nuova informazione. Quando il mondo ha senso e ha valore, siamo tutti felici!

 

 Tratto da

Autism Discussion Page

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