Stampa
Visite: 287
powered by social2s

Progetto: “Amico speciale”.

 

Il progetto denominato “Amico Speciale” propone un modello relazionale, dove le modalità comunicative e le azioni di mediazione relazionale possono facilitare lo sviluppo cognitivo ed affettivo, delle autonomie e della socializzazione di persone con handicap ma anche delle persone neurotipiche.

Il progetto vuole realizzare percorsi conoscitivi e di potenziamento di competenze sociali e relazionali, all’interno di un sistema di interventi finalizzati a bypassare i limiti che l’handicap impone. Ma vuole anche aiutare i ragazzi neurotipici a sviluppare competenze affettive e relazionali centrate sull’empatia, sulla socializzazione, sull’inclusione, sulla solidarietà. L’obiettivo finale dovrebbe poter essere quello di costruire una mentalità orientata all’altruismo.

Il progetto è rivolto a realizzare percorsi conoscitivi e di potenziamento di competenze sociali e relazionali (supportati da un operatore specializzato, con la costante supervisione del professionista pedagogista che funge da supervisore). La conquista di ogni nuova autonomia deve poter indurre una riflessione, un’acquisizione consapevole delle nuove abilità da trasformare in competenze durante, mentre e dopo le azioni proposte: la passeggiata, il prendere il treno, il bus, l’andare alla posta, al bar, in pizzeria, come anche alle visite guidate che potranno svolgersi nei percorsi programmati dall’Ente Parco di Bracciano e Martignano, progettati anche per persone disabili: “Tesori Naturali”. Azioni che diventeranno piacevoli proprio perché svolte “in compagnia” di persone normali… Altresì per i ragazzi delle scuole, accompagnando l’ “amico speciale”, queste esperienze potranno essere occasioni che offrono l’opportunità di sviluppare una forte dimensione empatica. L’educazione ambientale diventa quindi il pretesto per far conoscere, amare, difendere il territorio, condividere uno spazio di vita, comprendere il concetto di empatia, far crescere la cultura del volontariato.  

Educare ad includere un ragazzo con deficit nel gruppo equivale ad educare alla non violenza.

Il progetto perciò intende creare opportunità per la crescita cognitiva ed affettiva di ogni ragazzo, sia della persona con deficit, sia del ragazzo normodotato. Per potenziare cognitivamente ed affettivamente un ragazzo/persona con deficit sono necessarie competenze sia sul piano della comunicazione, che su quello della relazione, che di tipo psicologico...

La scientificità e la progettualità insite nell’intervento “Progetto Amico Speciale” sono date sia dal fatto che si tratta espressamente di un intervento di tipo culturale, sia dal fatto che saranno posti in essere strumenti di valutazione dei processi e dei percorsi.

Per questo, propedeutico a tutto il processo di avvicinamento e condivisione delle esperienze di vita, sarà realizzato un corso teorico destinato ai ragazzi delle scuole (anche con l’ausilio di video per far conoscere i ragazzi reciprocamente). Il corso sarà condotto da personale professionalmente specializzato. 
L’operatore che accompagnerà i ragazzi dovrà essere in grado di facilitare e rendere utile allo sviluppo cognitivo le occasioni di amicizia, e quindi sarà scelto sia per le sue competenze, sia per la sua professionalità, sia per le sue capacità ma soprattutto per il fatto di saper agire in azioni educative intenzionalmente organizzate nell’ambito del progetto (le passeggiate, l’andare a fare la spesa, come anche le visite guidate).

Il percorso formativo da misurare dovrà tradursi in autonomie, apprendimenti e competenze relazionali.

Il Progetto Amico Speciale, si struttura secondo i riferimenti della ricerca-azione, prevedendo verifiche e valutazioni, ma lo farà in una relazione forte affettivamente e senza esprimere giudizi circa le non competenze, gli errori del ragazzo/persona con deficit, con un’attenzione confidenziale ed amichevole.

L’intervento è centrato soprattutto sul potenziamento delle competenze residue presenti per poterle far evolvere e maturare. La sollecitazione dello sviluppo di nuove competenze in aree e attività in cui si è già parzialmente capaci porterà a potenziare complessivamente ogni individuo. Neurotipico e diverso. Una prospettiva di lavoro su quella che Vygotskij definisce “zona di sviluppo prossimale”. La zona di sviluppo prossimale è quell’area di potenziale sviluppo di competenze che sta tra le abilità possedute e quelle che possono diventare competenze con l’aiuto o l’imitazione di chi è più esperto.

L’operatore, all’interno del progetto, funge da “regista”, modulando sia le relazioni che le attività, producendo situazioni relazionali fortemente emotive ed affettive in cui confidenzialmente, chiacchierando, scherzando, com’è tipico fra ragazzi, si possano creare però le condizioni per nuovi apprendimenti o per consolidare i progressi. L’aiuto del mediatore è indispensabile non soltanto per i ragazzi /persone con deficit, ma anche con i ragazzi normodotati, perché sappiano sempre tenere conto dei limiti del resto dei “compagni”, rispettandoli. L’operatore “regista” necessita comunque sempre della supervisione di un tutor (in particolare nel primo periodo del suo intervento) che dal di fuori valuti se l’intervento è adeguato e coerente al progetto. Sarà indispensabile quindi un attento monitoraggio da parte di un supervisore in quanto l’influenza dell’operatore risulta determinante nell’ imprinting delle relazioni e delle modalità di azione. La creazione di contesti opportuni, le scelte dei percorsi da seguire e i tempi saranno tutti strutturati ma va lasciata all’operatore la creatività di poter bypassare eventuali ostacoli con interventi ad hoc. Anche modificando i percorsi scelti in partenza.

I ragazzi disabili non hanno esigenze affettive o interessi diversi dagli altri. Semplicemente spesso non hanno idonei strumenti per esprimerli e spesso non sanno attivare comportamenti adeguati che richiedono strategie di “avvicinamento”.  Il modello di ragazzo “normale” è però un miraggio per ognuno di loro e se si avvicinano agli altri è con il desiderio di emulare un modello di vita auspicato, pur non sapendo esattamente come fare. L’idea di poter tifare per una squadra, l’andare ai concerti del cantante o della band preferita, partecipare ad una sfilata in maschera o con la banda del posto, riflettono un’immagine del sé auspicato. Un sé nel gruppo. Un "sé" nel mondo. Offrire loro opportunità per esprimere desideri e aspettative di normalizzazione  è un dovere sociale. Il “Progetto Amico Speciale” intende perciò creare quelle atmosfere, quelle stesse modalità relazionali, quel clima di confidenzialità emulativa che caratterizza i gruppi di coetanei e attraverso tali atmosfere intimamente complici, fornire profonde e qualificate competenze, strumenti, chiavi concettuali adeguate.

Per i ragazzi normodotati sentire empaticamente i bisogni e i desideri anche di chi è stato meno fortunato nella vita è una prospettiva di crescita umana e un tirocinio per la vita.

 cronoprogramma

Step delle attività

   

Tempistica delle attività

 (mesi)

 

1

2

3

4

5

6

 

 

Attività 1: presentazione del progetto alle classi selezionate nelle diverse scuole

x

 

 

 

 

 

 

 

Attività 2: Individuazione dei ragazzi “tutor” da formare

 

x

 

 

 

 

 

 

Attività 3: corsi di formazione per i ragazzi tutor con la presentazione di video e dibattito

 

x

 

 

 

 

 

 

Attività 4: conoscenza reciproca al Trifoglio tra ragazzi disabili e “tutor”(festa o evento da creare insieme)

 

 

x

 

 

 

 

 

Attività 5: percorsi naturalistici organizzati dal Parco

 

 

x

x

x

 

 

 

Attività 6: partecipazione al festival della sostenibilità

 

 

 

 

x

 

 

 

Attività 7: Presentazione di un questionario di valutazione di progetto

 

 

 

 

x

 

 

 

Festa finale con musica al Trifoglio

 

 

 

 

 

x